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Buffer zone UNESCO: nasce il patto tra Ercolano, Pompei e Torre Annunziata

Buffer zone: nasce il patto dei tre sindaci. I primi cittadini di Pompei, Pietro Amitrano, di Ercolano, Ciro Buonajuto, e di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, hanno stretto una «triplice alleanza» nel nome del patrimonio archeologico che ricade nelle città che amministrano. È la prima governance dei sindaci della buffer zone. L'obiettivo della struttura, nata ieri all'ombra degli Scavi di Pompei e che per il primo anno avrà sede presso la casa comunale mariana del comune capofila, è di creare un interlocutore unico per rapportarsi nei tavoli istituzionali internazionali, del Ministero dei Beni Culturali e della Regione Campania. Anche in previsione della presentazione del Piano di Gestione Unesco che i comuni dovranno presto approvare. All'incontro partecipava Maurizio Di Stefano, presidente emerito Icomos, organismo di consulenza Unesco.
Gli altri obiettivi sono legati alla necessità di poter avere linee strategiche uniche in relazione al «Grande Progetto Pompei», e al bisogno di poter valutare insieme l'opportunità di progetti impattanti per il territorio. Il «patto Unesco intercomunale» permetterà ai singoli uffici nati ad Ercolano, Torre Annunziata e Pompei, di dialogare e costruire strategie comuni per la valorizzazione e promozione degli itinerari turistico-culturali, ma anche per favorire lo sviluppo territoriale dell'intera buffer zone che deve diventare un unico attrattore culturale per sfruttare al massimo l'occasione enorme rappresentata dal «Grande Progetto Pompei».
«Poter lavorare fianco a fianco avendo addirittura uno strumento come la governance intercomunale spiegano i sindaci di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata – è l'unico modo per restituire alle nostre città un ruolo attivo in questo processo di riscrittura delle nostre terre e del nostro patrimonio culturale. In fondo – continuano Amitrano, Buonajuto e Ascione – le esigenze sono comuni e lo sono sempre state. Bisognava solo riuscire a sederci ad un unico tavolo e guardarci negli occhi. La creazione di questo ufficio comunale è una spinta in più al fare, e ad essere protagonisti del nostro futuro. E poi camminare insieme significa poter evitare che scelte e investimenti passino sopra le nostre teste senza che nemmeno ce ne accorgiamo».
Per il rilancio di tutta l'area, il piano strategico «è in via di completamento», parola del direttore generale del «Grande Progetto Pompei», il generale Luigi Curatoli che dopo due anni al vertice dell'organismo pompeiano, è in procinto di passare il testimone al generale di brigata Mauro Cipolletta. «La legge 112 del 2013 – ha ricordato il generale Curatoli – definisce quattro ambiti specifici di intervento a cui il Piano ha fatto riferimento per individuare quattro linee strategiche: il miglioramento delle vie di accesso e interconnessione ai siti archeologici; il recupero ambientale dei paesaggi degradati e compromessi, prioritariamente mediante il risanamento e il riuso di aree industriali dismesse; la riqualificazione e rigenerazione urbana; la promozione e sollecitazione di erogazioni liberali e sponsorizzazioni e la creazione di forme di partenariato pubblico-privato». Obiettivo del piano strategico, realizzare un unico «sistema turistico-culturale» integrato della buffer zone. Tra le ipotesi di intervento citate da Curatoli: «un percorso integrato di visita al Parco archeologico e il treno archeologico che colleghi, oltre a Napoli, Ercolano, Pompei e Sorrento, anche Oplonti, Antiquarium e Stabiae». (da Il Mattino del 23/01/2018)