Pomodorino del Vesuvio                                                                           

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Il "Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP" è uno dei prodotti più antichi e tipici dell'agricoltura campana, tanto da essere perfino rappresentato nella scena del tradizionale presepe napoletano. Il "Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP" raggruppa vecchie cultivar e biotipi locali accomunati da caratteristiche morfologiche e qualitative più o meno simili, la cui selezione è stata curata nei decenni dagli stessi agricoltori.

Il Pomodorino del Vesuvio viene apprezzato sul mercato sia allo stato fresco, venduto appena raccolto sui mercati locali, che nella tipica forma conservata in appesa -"al piennolo"-, oppure anche come conserva in vetro, secondo un'antica ricetta familiare dell'area, denominata "a pacchetelle".

Le peculiarità del "Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP" sono la elevata consistenza della buccia, la forza di attaccatura al peduncolo, l'alta concentrazione di zuccheri, acidi e altri solidi solubili che lo rendono un prodotto a lunga conservazione durante la quale nessuna delle sue qualità organolettiche subisce alterazioni.

Il "Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP" per le sue qualità è un ingrediente fondamentale della cucina napoletana e campana in generale, ed ha una grande versatilità in cucina.

Accanto ai tradizionali spaghetti alle vongole e agli altri frutti di mare, gli chef locali si impegnano ad utilizzarlo in tanti altri piatti, tra cui una variante alla prelibata pizza napoletana.

 

 

 

Albicocca

 

Tra i prodotti che la generosa terra vulcanica offre, è da ricordare l'albicocca, coltivazione che in Campania e soprattutto nel napoletano è da lungo tempo molto diffusa e che ad Ercolano, città famosa per i suoi ritrovamenti archeologici, occupa un posto di primo piano tra le produzioni agricole.

 

Una delle prime testimonianze precise della presenza di albicocchi in Campania è dovuta a Gian Battista Della Porta, scienziato napoletano, che, nel 1583, nell'opera "Suae Villae Pomarium" distingue due tipi di albicocche: bericocche e crisomele, più pregiate.

Da questo antico termine deriverebbe quindi il napoletano "crisommole", ancora oggi usato per indicare le albicocche, e in particolar modo le crisommole alessandrine, che ancora esistono nell'area vesuviana.

Con il nome "Albicocca Vesuviana" si indicano oggi oltre quaranta diversi tipi di frutti, tutti originari della zona, si distinguono dal punto di vista estetico per la presenza di sfumature rosse o di punteggiature giallo-arancio sulla buccia.

Sono apprezzate sul mercato per le loro caratteristiche organolettiche, soprattutto per sapidità e dolcezza, dovute alla particolarmente alta concentrazione di potassio presente nel terreno.

 

Vino Lacryma Christi

 

Il vino del vesuvio è  un prodotto che entra a pieno titolo nella storia dell'enologia nazionale ed internazionale; noto ed affermato in tutto il mondo. Haec iuga quam Nysae colles plus Bacchus amavit. "Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa" (Marziale). Qui l'uva ha un sapore e un profumo inconfondibile. La fama di questo meraviglioso angolo di mondo e del suo vino ha fatto fiorire miti e leggende: "Dio riconoscendo nel Golfo di Napoli un lembo di cielo asportato da Lucifero, pianse e laddove caddero le lacrime divine sorse la vite del Lacryma Christi". Sulla leggenda ritornò Curzio Malaparte che ne La pelle, invita a bere "questo sacro, antico vino".
La zona di produzione comprende solo le aree a vocazione viticola di 15 comuni, in provincia di Napoli, localizzati sulle pendici del Vesuvio, dove i vigneti ospitano varietà autoctone, da sempre coltivate in questa zona, come il Caprettone, la Falanghina.

Lacryma Christi Bianco

Colore: dal paglierino tenue al giallo paglierino; 
Odore: vinoso gradevole;
Sapore: secco, leggermente acidulo;
Vitigni: Coda di volpe bianca (loc. detta Caprettone) e/o Verdeca (min. 80 %), Falanghina e/o Greco (max 20 %);
Gradazione alcolica min.: 12%vol;

 

Lacryma Christi Rosso

Colore: rosso rubino;
Odore: gradevolmente vinoso;
Sapore: secco, armonico;
Vitigni: Piedirosso (loc. detto Palummina) e/o Sciascinoso (loc. detto Olivella) (min. 80 %), Aglianico (max 20 %);
Gradazione alcolica min.: 12%vol; 

 

Lacryma Christi Rosato

Colore: rosato più o meno intenso;
Odore: gradevole;
Sapore: asciutto, armonico;
Vitigni: Piedirosso (loc. detto Palummina) e/o Sciascinoso (loc. detto Olivella) (min. 80 %),
Aglianico (max 20 %); 
Gradazione alcolica min.: 12%vol