Pomodorino del Vesuvio                                                                           

       

 

Il "Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP" è uno dei prodotti più antichi e tipici dell'agricoltura campana, tanto da essere perfino rappresentato nella scena del tradizionale presepe napoletano

Le peculiarità del "Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP" sono l'elevata consistenza della buccia, la forza di attaccatura al peduncolo, l'alta concentrazione di zuccheri, acidi e altri solidi solubili che lo rendono un prodotto a lunga conservazione durante la quale nessuna delle sue qualità organolettiche subisce alterazioni.

Il Pomodorino del Vesuvio viene apprezzato sul mercato sia utilizzato fresco, venduto nei mercati , nella tipica forma conservata in appesa "al piennolo", oppure come conserva in vetro, secondo un'antica ricetta vesuviana, denominata a pacchetelle, ossia a metà.

 

 

 

 

Albicocca

Tra i prodotti che la generosa terra vulcanica offre, è da ricordare l'albicocca, coltivazione che in Campania e soprattutto nel napoletano è da lungo tempo molto diffusa e che ad Ercolano occupa un posto di primo piano tra le produzioni agricole.

Una delle prime testimonianze della presenza di albicocchi in Campania è data da Gian Battista Della Porta, scienziato napoletano, che, nel 1583, nell'opera "Suae Villae Pomarium" distingue due tipi di albicocche bericocche e crisomele.

Da questo antico termine deriverebbe quindi il napoletano "crisommole", ancora oggi usato per indicare le albicocche dell'area vesuviana, apprezzate sul mercato per le loro caratteristiche organolettiche, soprattutto per sapidità e dolcezza, dovute all' alta concentrazione di potassio presente nel terreno.

 

Vino Lacryma Christi

 

Il vino del Vesuvio è  un prodotto che entra a pieno titolo nella storia dell'enologia nazionale ed internazionale; noto ed affermato in tutto il mondo. Haec iuga quam Nysae colles plus Bacchus amavit. "Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa" (Marziale). Qui l'uva ha un sapore e un profumo inconfondibile. La fama di questo meraviglioso angolo di mondo e del suo vino ha fatto fiorire miti e leggende: "Dio riconoscendo nel Golfo di Napoli un lembo di cielo asportato da Lucifero, pianse e laddove caddero le lacrime divine sorse la vite del Lacryma Christi". Sulla leggenda ritornò Curzio Malaparte che ne La pelle, invita a bere "questo sacro, antico vino".Il vino Lacryma Cristi è pregiato del marchio di qualità DOC dal 1983, presenta tre varietà:rosso, bianco e rosato e per la sua realizzazione vengono utilizzate prettamente uve coltivate in 15 paesi vesuviani, tra cui Ercolano.